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Visualizzazione dei post con l'etichetta Crisi politica

Secondo te chi è l'alleato naturale del PD alle prossime elezioni?

Profezia per marzo 2018 (senza scomodare Isaia o Pisapia).

Avevo scelto il silenzio alle troppe parole degli ultimi mesi. Non ritenevo necessario scrivere. Parafrasando Wittgestein, su ciò di cui non si può parlare, altrimenti si diventerebbe offensivi, meglio tacere. E il silenzio qui, al contrario di wittgestein, non riguarda l'essere, il chi siamo e perché viviamo, ma più banalmente l'atroce incapacità di generare  una minima strategia del centrosinistra italiano. Se da un lato troviamo il populismo oligarchico renziano, dall'altro troviamo ancora troppi leader che come ventriloqui si parlano tra sè, in un dialogo tra sordi senza darsi la pena di coinvolgere il  reale, cioè noi che leggiamo, che parliamo di politica, che ci interessa capire che fine farà questo mondo, avendo (pensa te che mattachioni) anche la  presunzione di migliorarlo.  Quanto al renzismo, lo ritengo un male attuale della nostra epoca. Come dicevo prima è una sorta di patologia acuta in grado di conciliare una visione oligarchica e conservatrice d...

Oltre il deserto. Diario degli incontri con i leader della sinistra.

Torno da un po' di incontri con leader dei movimenti nazionali, prima Enrico Rossi, presidente di questa regione, esponente di Mdp e Giuseppe "Pippo" Civati, di Possibile. Entrambi usciti dal Pd , il primo nel 2017 e l'altro già nel 2015.  Entrambi alla ricerca di una proposta che sappia unire la radicalità del messaggio con la sana presunzione di governare. Entrambi hanno parlato dell'importanza di unirsi, in un soggetto forte, unico, partendo dalle esperienze che sono cresciute separatamente, ma che hanno in comune una visione forte e finalmente unitaria. Insomma, credo sia arrivato finalmente il tempo di unire le forze e scrivere un sintetico manifesto dove si declinino i principi e le misure per attuarli.  Nei 2 giorni in cui sono stato a Reggio Emilia, ho percepito un'atmosfera stimolante, che mi ha restituito la voglia di riprendere la militanza politica: senza passione si muore lentamente in un vuoto pragmatismo, in un vuoto presente del fare, per...

Un paese per (vecchi) conservatori in cerca di un leader solo

Ebbene sì. Riprendo a scrivere perché dopo gli ultimi eventi era davvero difficile starsene zitti a guardare. Partiamo dai numeri che sono sempre ispiratori: in Italia abbiamo negli ultimi anni collezionato un debito pubblico spaventoso, frutto di una spesa incontrollata, che significa aumento degli interessi passivi da pagare al sistema bancario. Frutto di politiche miopi e di breve termine, spesso attuate per rincorrere i risultati della campagna elettorale successiva. Non si è creato un posto di lavoro in più - anzi - se guardiamo alle statistiche Istat di ieri sono aumentati gli inattivi, cioè quella categoria di "disperati" che il lavoro hanno smesso di cercarlo. Siamo difronte a uno scenario pressoché catastrofico sul versante della stabilizzazione dei posti di lavoro: finito infatti l'effetto del bonus fiscale, sono tornati a crescere i contratti a tempo determinato. Traducendo ancora, per ottenere un mutuo, un "prestitino", anche per pagare le tasse, s...